La Mia Coglionaggine Non Ha Limiti

Beh, cosa dire? Questo è un blog, il mio blog. Si non l'avreste mai detto, lo so. Quindi sarà pieno di tutto ciò quel che mi passerà in mente: Niente direte voi. Vedremo.

Su Di Me?

Ingessame er cazzo, che me s'è rotto.
Ormai mi veniva in mente questa perla di Thomas Milian leggendo la vecchia presentazione. Eppoi non ho proprio voglia di presentarmi così. Chi mi conosce non ne ha bisogno, chi vuole conoscermi può contattarmi. Ergo, questa inutile voce diventerà una sorta di disclamer:
1) La linea di questo blog è inesistente:
Ovvero se mi va di parlare dei cazzi miei lo faccio, se mi va di fare una tripla sclerata carpiata contro creatore e creato lo faccio, se mi va di scrivere un testo lo faccio, se mi va di commentare un film, libro, cd, o quel che volete lo faccio, se mi va di scrivere poesie lo faccio, se mi va di scrivere racconti lo faccio, se mi va di riempire un post di bestemmie idem. Quel che non trovate qui non manca alla mia vita, semplicemente non ho bisogno di scrivere di ciò. Quindi se cercate verità universali sul creato o qualcosa di BELLO, suppongo possiate anche andarvene.
2) Se qualcuno ritiene folle/psicopatico/estremista/noioso o quel che cazzo gli pare ciò che pubblico si ritrova di fronte a due alternative:
1- critichi in modo COSTRUTTIVO, MOTIVANDO
2- se ne vada fuori dai coglioni
(non di certo questo posto è fatto per ricevere elogi e fan)
3) Giusto a scanso di equivoci: io non sono nient'altro che Andrea, che poi è il nome che mi è stato dato. Non sono un ribelle, nè nulla di simile, E non son nient-ista, nè anti-QUALUNQUECOSA-ista. Odio senza distinzioni. E non ho bisogno di far parte di nulla.

Dedicato
Alle note avvelenate che mi tirano avanti
Al buon cinema
e, citando Bukowski, alla cattiva scrittura.

Già, so leggere.

Beh, prima o poi questo elenco diventerà troppo lungo, nè ho voglia di aggiornare ogni volta che leggo un libro qui e su Anobii. Quindi dovreste fare l'enorme fatica di cliccare sul riquadro qui sotto, che oltre che mostrarvi cosa sto leggendovi porterà al mio profilo dove ci son tutti i libri letti(portentoso eh?). Sennò Diocane.

Le Dolci Melodie Che sollazzano Le Mie Orecchie

Tutto quel che definisco musica. Ovvero che voglia esprimere e comunicare qualcosa (ovviamente non parlando a suon di stereotipi e sentito dire) e non per fare soldi o lobotomizzare masse. E tutto il resto che c'era scritto era INUTILE.
Lì sopra vedete il lettore di Last.Fm, che vi porterà magicamente nel mio profilo.

Capolavori e Genialità Audiovisive

●Arancia Meccanica
●Full Metal Jacket
●Shining
●2001 Odissea Nello Spazio
●Donnie Darko
●Trainspotting
●V Per Vendetta
●SLC Punk
●Jack Frusciante è Uscito Dal Gruppo
●Il Signore Degli Anelli
●Noi I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino
●Paura E Delirio A Las Vegas
●Sex Pistols: The Filth And The Fury
●Boys Don't Cry
●Southpark - Il Film
●Edward Mani Di Forbice
●Fascisti Su Marte
●I Diari Della Motocicletta
●La Guerra Degli Antò
●Beavis e Butthead - Il Film
●Hackers
●Sid & Nancy
●The Butterfly Effect
●American History X
●School Of Rock
●Last Days
●Il Nome Della Rosa
●Il Favoloso Mondo Di Amelie
●Blues Brothers
●End Of The Century - The History Of Ramones
●Rock'n'Roll High School
●Non Aprite Quella Porta (1974)
●Pirati Dei Caraibi
●I Simpson - Il Film
●Requiem For A Dream
●Il Silenzio Degli Innocenti
●Il Grande Dittatore
●Attila Flagello Di Dio
●Fight Club
●Thirteen
●Tenacious D and The Pick Of Destiny
●Paradiso + Inferno
●Eyes Wide Shut
●Borat
●Elephant
●No One Here Gets Out Alive
●E morì con un felafel in mano
●Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo
●Paranoid Park
●Il Giardino Delle Vergini Suicide
●Factotum
●Il Grande Lebowski
●INLAND EMPIRE
●L'abominevole dottor Phibes
●Salò o le 120 giornate di Sodoma
●La casa dei 1000 corpi
●La Casa del Diavolo
●Dogma
●Edipo Re
●Amore Tossico
●Fuoco cammina con me
●Walk The Line
●28 giorni dopo
●Animal House
●Saw [serie]
●Il Padrino
●Pulp Fiction
●Ragazze Interrotte
●Paz!
●Frenzy
●Reazione A Catena
●La casa dalle finestre che ridono
●Funny Games (1997)
●Profondo Rosso
●Un chien andalou
●Lo squartatore di New York
●Non si sevizia un paperino
●Antropophagus
●The Dreamers
●Great balls of fire
●Control
●Freaks
●Giornata nera per l'ariete
●Rosemary's Baby
●Psycho
●Eraserhead
●L'uccello dalle piume di cristallo
●Il gatto a nove code
●Quattro mosche di velluto grigio
●Il fantasma della libertà
●La notte dei morti viventi ('68)
●Mulholland Drive
●Quando Alice ruppe lo specchio
●Tempi Moderni
●The Truman Show
●Cannibal Holocaust
●Gummo
●...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà
●Paura nella città dei morti viventi
●L'alba dei morti viventi
●Quella villa accanto al cimitero
●Le Iene
●Velluto Blu
●Driller Killer
●Splatters
●Una lucertola con la pelle di donna
●Rashomon
●Lisa e il diavolo
●American Gothic
●Eternal sunshine of the spotless mind
●La guerra lampo dei fratelli Marx
●Hellraiser I, II, III
●Halloween
●The Fog
●L'uomo senza sonno
●Il cielo sopra Berlino
●Il cavaliere oscuro
●L'uomo venuto dalla pioggia
●La maschera di cera (1953)
●Le colline hanno gli occhi('77)
●L'Odio
●Cry-Baby
●Un gatto nel cervello
●Pasto nudo
●Dracula (1931)
●Waking Life
●Satyricon
●Hard Candy
●Dellamorte Dellamore
●Lola corre
●Mister lonely
●Angel heart
●Strade perdute
●A scanner darkly
●Idioti
●Sette note in nero
●Taxi Driver
Zeitgeist

Cazzate in tutte le forme e colori

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Lou Reed - Transformer
Nirvana
Iggy Pop
a clockwork orange
PORCO DIO!!
shining JESUS!!!!
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Lampi Di Genio Vari

NERORGASMO - PASSIONE NERA

Lasciati aiutare vogliamo solo farti bene
Ti insegneremo a vivere e ad apprezzare l'esistenza
Poi non dovrai decidere il tuo futuro è preparato
Le scelte le hanno fatte famiglia scuola chiesa e stato
Mi sento soffocare non vedo via d'uscita
La nausea mi accompagna in ogni via della mia vita
La nebbia mi circonda e non riesco a vedere oltre
L'affermazione di me stesso è solo nella morte
Non devi lamentarti se non fai sempre ciò che vuoi
Non essere immaturo non puoi fare nulla per cambiare
Tanto è tutto inutile non sei diverso dall'altra gente
Le cose che tu pensi non porteranno mai a niente
L'odio cresce dentro il mio corpo vibra
Lo sento già pulsare attraverso la mia fibra
Non riesco a trattenermi non voglio più castrarmi
Più cresce la mia rabbia più non voglio limitarmi
Noi ti vogliamo bene sei tu che vedi tutto storto
Potevi far carriera potevi vivere felice
La tua passione nera ti fa pensare da alienato
Sei tu che devi cambiare il tuo discorso che è sbagliato
Non voglio più ascoltare progetti sul mio conto
Distruggerò alla base la vostra moralità
Affronterò gli spettri cosciente della fine
Esalterò me stesso con la morte più sublime


MESSA IN SCENA - SKRUIGNERS

tappati la bocca e abbassa la testa e rialzala quando conviene
ridi e falli felici e fatti più amici nella messa in scena
chiedi e ti sarà dato basta che taci obbedisci
e li nomini tutti in tv quando sei tu sui teleschermi della messa in scena
posso dire la mia? qua non importa a nessuno che musica suoni
ma è indispensabile "una bellissima foto in cui saltano tutti e ti giuro sono troppo carini"
messa in scena!
hanno falsificato già tutto come al supermercato come in televisione e che bella canzone…
si lo so non fa niente è giusto che ci provi è giusto che tu scelga la tua strada
ma lascia che ti dica che non siamo tutti stupidi puoi darla a bere a qualcun altro tanto
alla gente piace tutto ciò che luccica anche se poi ciò che luccica di solito fa schifo
e lascia che ti dica che se questa è la tua scena sono fiero di non farne parte
e poi fare parte di che cosa? per me l'unione fa la forza dei deboli.


LA REPULSIONE NEGLI OCCHI
Guardami in faccia, atteggiati da uomo irradiami di determinazione e onestà infinita io dal basso in alto non so se starò a sentire ti vedrò come un grumo nel cancro della mia vita. Chiamala debolezza... forse anche nervosismo no, é il modo di fare di una persona irritata la repulsione di chi é solo, in un mondo separato la luce, il sapore dell'aria - qui non c'é spazio per te. Tu parli e cerchi i miei occhi io annuisco e allontano lo sguardo FRONTALE - ma é come darti le spalle lo sai, dentro ho qualcosa che non va. Carisma + un tocco di simpatia intrattieni e ti giochi la gente ma qui ora non c'é psicologia che dirotti il mio disprezzo per te. Troppa gente si arrampica a quel senso di sicurezza parlare senza fissarti é il simbolo della mia negatività. Guardami in faccia, donna che chiava condizione perfetta, calorosa e slanciata inebriatrice di sensi, demolisci il mio IO allatta il sadismo di una mente malata. C'é gente che ti ammira, ti protegge, ti invidia e chi ti sfoggia in giro come un abito firmato é il riciclaggio umano la rampa della tua scalata buon mezzo per parare il culo... saper dosare la femminilità. Matura e diretta nel piegarli arrendevole e dolce nel sedurli per me sei solo la deriva di un mito fondato sulla disonestà. Mi annoi come un libro già letto mi disgusti come un pasto avariato mi ecciti solo se penso al tuo corpo... ... sbrindellato in un'orgia di crudeltà. SE A TE NON DISPIACE... BUONGUSTO E CORTESIA... UN MARTELLO PER SFONDARTI LA FACCIA. SIGNORA SI ACCOMODI... HA TEMPO PER DUE PAROLE... TI STUPRO, TI DISSANGUO, INFIERISCO SUL TUO CORPO. SOLO DEPRAVAZIONE PER SEDARE L'OSSESSIONE TU FILTRI CON LA MORALE IO RESPIRO REPULSIONE "AMORE FOTTE AMICIZIA" - TUO GUADAGNO E SODDISFAZIONE HO SCELTO DI FAR DEL MALE PER STAR LONTANO DALLE PERSONE. Sentimenti falsi, ingredienti del rapporto umano contatti autoimposti per sterilizzare la ferita giudicami con schifo, scelgo il sesso-sfruttamento... ...per scansare dosi di parole e il ribrezzo di un'altra vita. La mia esclusione é certa, cresce a spilli nello stomaco come articolazioni rotte da giorni spenti nel passato liberarsi da uno strato e scoprirne un altro ancora tu sei il vuoto che rimbalza, ma non toccherà mai me. Quando soffri di carenze affettive mi piace vederti bruciare il cinismo e la sociopatia sono il sole sul deserto che ho in me.


Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?


I dubbi te li crea la libertà.


-MISANTROPO A SENSO UNICO- Porte in faccia 7 giorni alla settimana, andare avanti con niente in mano sapendo di esser soli nel mirino di tutti, un giorno volevo bene almeno a me stesso, ma la mia vita é diventata un cesso. QUESTA É UNA STRADA A SENSO UNICO Davanti - la forza di consumarmi oltre ogni limite, anfetamina per massacrarvi di odio, dietro - la società del compromesso, programmata fino all'ultimo pezzo di vomito. QUESTA É UNA STRADA A SENSO UNICO Un numero, una divisa, un qualsiasi lavoro di merda a voi va bene quello perché siete solo quello. Uomini... vermi... non vedo differenza... o come in quei vecchi libri di fantascienza: due braccia, due gambe, un televisore conficcato al posto della testa. PATETICI Porte in faccia 7 giorni alla settimana, andare avanti con niente in mano sapendo di esser soli nel mirino di tutti, un giorno volevo bene almeno a me stesso, ma la mia vita é diventata un cesso. Davanti - la forza di consumarmi oltre ogni limite, anfetamina per massacrarvi di odio, dietro - la società del compromesso, programmata fino all'ultimo pezzo di vomito. QUESTA É UNA STRADA A SENSO UNICO Questa é una strada a senso unico, la gente mi fa schifo lascio tutti alle spalle, tiro dritto fino all'ultimo.


Non amare per paura di soffrire è come non vivere per paura di morire.


"non sarebbe un miglior gesto di ribellione se tu perdessi meno tempo per cercare vestiti punk? Tu vuoi essere un individuo giusto? A me sembra che indossi un'uniforme, che ti vesti da punk.. e non è una ribellione.. è una moda.."


Quello che non mi uccide, mi rende più forte.


Preferisco essere odiato per ciò che sono, piuttosto che essere amato per ciò che non sono.


Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, l'indice di sopravvivenza scende a zero.


Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.


Dio della pietà, della misericordia, dovrai pagare cara la miseria del mio corpo, dovrai inchinarti tu per implorare la mia grazia.



Chi non ha di meglio da fare?

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domenica, 21 giugno 2009


Se me l'avessero raccontato anni fa probabilmente non ci avrei creduto.
21 giugno, vuol dire che tra quattro giorni inizierò gli scritti degli esami di Stato.
Indietro coi programmi, senza voglia, senza motivazione, senza le ansie varie che mi vedo intorno ovunque, ma che proprio non riescono a contagiarmi, anche se lo desidero: un po di ansia terapeutica quantomeno mi farebbe muovere il culo. Invece no, nulla. La coscienza, quella vocina cagacazzo che ti ricorda cose che non vorresti ti venissero ricordate, è in rianimazione. Ed io non sono un buon sostituto, non sono credibile a me stesso quando mi dico <<Hey, studia!>>. Eh già, non aspetto altro che la fine dei miei giorni da liceale.
Il tema del percorso, unica cosa che mi da soddisfazione, è IL NULLA. Emblematico :-).

P.S. Da grande voglio fare l'onironauta.

Bacini telematici a tutti.
Anche agli anonimi burloni.

Dali_Birth-of-New-Man


CervelloInibito ha eiaculato alle 01:55
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domenica, 14 giugno 2009


L’ennesima notte che godi guardandoti intorno, come se qualcuno avesse messo in pausa la vita ed i suoi effetti nefasti.
L’ennesima piacevole solitudine.
L’ennesimo sorriso che qualcuno ti da, l’ennesima delusione, l’ennesima chiacchierata, l’ennesimo raccontarsi i propri casini, l’ennesima persona sul proprio libro nero, l’ennesimo libro nero di cui far parte, l’ennesimo disgusto, l’ennesima voglia di veder tutto sparire, l’ennesima volta in cui vuoi qualcosa di migliore, l’ennesimo essere in cui riponi (anche minime) speranze.
L’ennesimo stato alterato, l’ennesima bottiglia vuota, l’ennesima Lucky Strike, l’ennesima canzone che canti con tutte le tue viscere perché ti appartiene, l’ennesimo casino a cui non pensare, l’ennesima disillusione, l’ennesima apatia-scudo, l’ennesimo rimandare.
L’ennesima battaglia senza esclusione di colpi contro la vita, giorno per giorno.
L’ennesimo andare avanti per la propria strada, fregandosene delle merde che cercano di rompere i coglioni. L’ennesimo amore/odio per tutto ciò. L’ennesima consapevolezza di essere in un nulla addobbato a festa, con un che di squallido.

Ed essere qui, ancora.
Odiato e fiero.




CervelloInibito ha eiaculato alle 03:07
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venerdì, 15 maggio 2009


COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
Ennò non sono morto.
Semplicemente ora come ora non ho nulla di interessante da dire, nè ho voglia di farlo seppure ne avessi.
A tutto ciò aggiungiamo che tra impegni e pigrizie varie, non ho nemmeno tempo.
Potrei raccontare dei 7 giorni di gita, di tante altre cose, ma in fondo non ne sento il bisogno.
Quando sentirò di nuovo il bisogno di dire qualcosa in un blog pubblico lo farò.
Ossequi.




CervelloInibito ha eiaculato alle 19:14
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sabato, 18 aprile 2009


Scusate, ma io non daro' neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carita' richiede. Ma io ho deciso. Non telefonero' a nessun numero che mi sottrarra' due euro dal mio conto telefonico, non mandero' nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, ne' versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, ne' vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no–stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il piu' grande gesto di civilta', che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perche' e' la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi pero' sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni piu' nulla. La generosita', purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora li', fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro. Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilita' accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perche' pago gia' le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono gia' dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c'e' previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C'e' andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town". Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente? Il tempo del dolore non puo' essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unita' di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perche' io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunita'. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilita' su quello che e' successo, perche' governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarieta' che copra le amnesie di una giustizia che non c'e'. Io non lo do, l'euro. Perche' mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perche' io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l'Irpinia. E anche li' i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come e' andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realta' era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Ecco, nella nostra citta', Marsala, c'e' una scuola, la piu' popolosa, l'Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che e' un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre e' caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C'e' una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto. Ecco, in quei milioni di euro c'e', annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che gia' era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialita' che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so gia' che cosi' non sara', penso anche che il terremoto e' il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro, ora nessuno potra' criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all'opposizione) perche' c'e' il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre piu' rabbia. Io non do una lira. E do il piu' grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perche' rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico. E io piango di rabbia perche' a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c'e' neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d'altronde.

Giacomo Di Girolamo

...e da abruzzese che non sa ancora se il suo edificio scolastico è agibile o meno, non posso che essere d'accordo. Mettendo le mani avanti: ho dato vestiti e tutto quel che ho potuto ovviamente, cosa che penso alla fine avrà fatto anche quest'uomo che ha scritto l'articolo. Nulla contro gli aiuti, anzi, con tutto il cuore... Ma la cosa da capire è che non sono i buonismi a evitare che riaccada, nè le chiacchiere sulla possibilità di prevedere o meno: addirittura sono tutti geologi, ora. E combattono contro le congiure dei cattivi oscurantisti che non vogliono far sapere quando viene la scossa. Anche se ho mandato l'sms, non mi sento con la coscienza a posto nè ho fiducia... IN NIENTE. Pur di non ammettere di avere problemi di vista saremmo capaci di fare una petizione contro le bucce di banana nelle quali inciampiamo. Pur di non ammettere di essere impotenti e che dovremmo solo prendere atto e comportarci di conseguenza faremmo denuncia contro ignoti per essere mortali.



CervelloInibito ha eiaculato alle 12:20
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mercoledì, 08 aprile 2009


Il giorno prima a lottare contro se stessi per prepararsi ad un compito di quella matematica tanto indigesta da averla ignorata per anni. Sperare che venga rimandato... per qualunque motivo.
Senza dubbio non speravi in QUEL motivo: QUEL fottuto terremoto che ha portato a chiudere scuola e saltare uno stupido compito e che ha ucciso più di 200 persone... città vicine sia geograficamente che nel cuore polverizzate.
Surreale: l'atmosfera, pensare che luoghi visti pochi mesi prima per l'ultima volta non saranno più gli stessi,sentire le storie e non poterne fare a meno come un bullimico, essere svegliati dal tutto che trema e pensare che è solo per questione di 100 km se sei tutto intero. Un piccolo invito a tornare con i piedi per terra per chi si ritiene QUALCOSA di fronte alla natura.
Ti sembra strano anche dedicarti ad un'attività estraniante e definita come leggere o vedere un film.
Pensarci e ripensarci fa male, (anche se nessuno che conosci è stato colpito, anzi è sopravvissuto nell'inferno) ed hai paura.
Vodka e sigarette per rilassarsi e la notte è stupenda.
Ma è difficile capacitarsene, sembra di essere intrappolati nel momento in cui l'anestesia inizia a svanire e a tratti senti.. e l'impotenza ti sovrasta.
Ti ritrovi a volerla la pena di morte: per gli sciacalli, ma non solo per i ladruncoli tra le macerie, ma anche per quelli che commentano i dati auditel delle trasmissioni speciali sul terremoto dopo le cifre dei morti, anche per i dis-onorevoli che innalzano la loro immagine con dichiarazioni patetiche.


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CervelloInibito ha eiaculato alle 01:24
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martedì, 31 marzo 2009


Giusto per chiudere questo mese di marzo che ha visto in 3 giorni 20 gradi e la neve.
E stasera si vede la luna dalla mia finestra, per quanto è sereno. E il colore è bellissimo.

Si, evidentemente non ho un cazzo da fare, ma d'altronde non postavo da un po'. Non che debba, ma... tanto per riepilogare:
  • dal 18 aprile al 25 l'ampio piano che mira all'autodistruzione compirà un buon passo in quel di Budapest
  • l'esame si avvicina... ma io no
  • massì, a volte ci prendi gusto ad andare avanti ridendo di tutto
  • probabilmente a giugno mi vedrò Social Distortion, Pogues, Flogging Molly e Gogol Bordello in un solo giorno, ed è cosa buona e giusta. Specialmente per i primi due. E soprattutto per Mike Ness. Porcoddio eh.
  • Il Borghetti è buono, e qui ve ne fornirò una prova.
Immagine                                                    Evidentemente sobrio. Dedicata a molta gente. Troppa.



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giovedì, 19 marzo 2009


Sentirsi in sintonia con il Sole che spunta, bastardo, come a voler dire <<Vi ho fatti congelare, eh? Mi sono fatto volere>>. Risorgere dalle proprie ceneri. Morire ogni giorno per rinascere nuovo. Superarsi: al diavolo la coerenza, al diavolo l'apparenza, al diavolo ciò che pensa chi non capisce. Camminare a testa alta, dopo aver vomitato sullo zerbino con scritto Welcome. Guardarli con gioioso disprezzo, consapevole di essere soltanto l'ennesimo stronzo, nulla più nulla meno, ma col grande vantaggio di esserne consapevole, e non aver bisogno di alibi sociali. Goderti il loro fastidio, il loro disgusto. Chi non ha peccato scagli la prima pietra? CAZZATE.
A volte davvero bastano cose apparentemente futili, stupide, ma che cambiano il modo in cui ti vedi, in cui parli a te stesso, e/o una somma di cose che prese da sole non avrebbero potuto mai colmare vuoti, che di fatto ti rendi conto non sono vuoti: nemmeno esistono, non sono necessità, non c'è bisogno di nient'altro che di se stessi, e di stimoli revitalizzanti. Niente più morbosi bisogni, niente più dipendenze, mai più annullarsi. Il resto è un di più. Con questa concezione il relazionarsi è avvolto in un velo di cinismo e cattiveria: affilare le proprie lame, non farsi odiare più del necessario per sentirsi vivo. Non consumarsi di odio. Come disse Baudelaire, è un liquore prezioso, un veleno più caro di quello dei Borgia; perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore. Bisogna esserne avari.
Ce n'è sempre troppa di gente da odiare, e sempre poca da amare.
E se tutto ciò non è una buona ragione per alzarsi ogni giorno dal letto, distruggersi e ripartire daccapo...
Direte che non è una ragione di vita. Ok. Ma quantomeno ci sguazzo, del resto la merda è fertilizzante.
Affanculo il passato, il presente ed il futuro.
Tutte le strade portano sempre all'autodistruzione, la differenza è come ci si arriva: se si è in grado di riconoscere a se stessi l'onore di guardarsi ancora negli occhi.

Immagine



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domenica, 08 marzo 2009


Peggio che vivere, tu vuoi transitare:
mi fa schifo la gente che guarda, tace, seleziona da dentro,
conserva riflessioni per imminenti dibattiti
con una cerchia chiusa di prescelti...
..tutti surrogati da torturare e eliminare.
Il mio nome é la tua conclusione:
siamo su frequenze diverse,
il riflesso dei miei occhi su un bancone di metallo,
la disposizione degli strumenti da taglio,
ogni gesto intriso di morte, i dettagli del tuo tormento,
dalle grida più lancinanti ai più flebili sospiri.
Rivoli di sangue e secrezione si incanalano nel bordo concavo,
penso alla rivincita della creatività in un'epoca dormitorio
adagiata sulle abitudini e sulla tendenza alla rassegnazione...
Non ho coscienza, non do più importanza ai valori
su cui é fondato questo aggregato di passività e oblio,
me ne fotto dei tuoi diritti di essere-cosmopolìta,
voglio stare dalla parte del ragno che attende intrepido le sue vittime,
assaporare il gusto della paura più cieca
- pupille esplodono dall'esasperazione
- cellule impazziscono per lo sbalzo di situazione
vederti tremare, rantolare, soccombere.
Dentro a ogni boia c'é un frammento di me:
(...) costruisco nella mente i gironi del mio inferno privato...
.. tutti quelli che ci finirebbero dentro, la camera di smistamento,
il clima di angoscia e degrado in cui sarebbe immerso.
IO, carnefice multiforme, sovrano di ogni supplizio,
ideatore delle nefandezze più estreme (...)

P.S. Non c'è bisogno di dare fonte a questo, ovviamente NON scritto da me, altrimenti sarei la mia divinità personale. Chi rintraccia la provenienza senza l'aiuto di Gugol... gli voglio bene. O forse no.

P.P.S. <<Sono una donna comunque>>.
<<Buon per te>>.
Il mio 8 marzo.


lahaine-1


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lunedì, 02 marzo 2009


A pochi mesi dalla fine (si spera, asd) della mia fottuta carriera scolastica, mi ritrovo con un pensiero che ricorre da sempre pressappoco: che son entrato sempre col piede sbagliato. Ovvero: non ho potuto fare a meno di mostrare quella massa indefinita che chiamano capacità che mi hanno reso ai loro occhi intelligente ma non si applica... cheppoi vorrei capirla sta cosa, com'è che dato che non mi applico non mi relegate a stupido e amen? Invece no, dato che non mi applico potrei sempre di più, potrei stare 6 ore e sbancare, prendere il massimo (secondo loro, eh), stare piegato lo stesso tempo sui libri che serve a braccia strappate all'agricoltura per strappare nel migliore dei casi quello che per pietà viene tramutato in un 6. Per quale motivazione, poi?
Non avrei letto decine di libri che mi hanno segnato, non avrei vissuto molte cose che mi hanno ugualmente segnato, e sicuramente mi hanno dato di più del far vedere che ho imparato a memoria la lezioncina del giorno. In sostanza, se mi avessero preso per un perfetto idiota, con capacità fortemente limitate, la mia mancanza di qualunque cosa che somigli vagamente a costanza ed impegno, sarebbero state percepite come l'opposto, ovvero come un individuo di capacità limitate che suda sangue per un voto... e magari dato che in quinto mi ritrovo con medie di anni passati  simili a persone che parlano di Platone che non ha scritto libri, dei buchi neri come oggetti minacciosi, freddi ed oscuri come sarebbero descritti in un cartone Walt Disney, dell'Impero Romano d'Oriente che invade l'Impero Bizantino,  e altre perle di saggezza simili, forse non so, davvero converrebbe non capire un cazzo. Tanto ci pensa la scuola/caritas, se hai un metro e mezzo di lingua: una delle poche cose condivisibili dette dal preside è che la scuola ha subito una femminilizzazione... e aggiungo, da una data a caso: il '68.
Ed in effetti o bisogna essere ottimisti, o bisogna non capirci un cazzo, per avere ancora motivazioni.
E se mi parlano del futuro, rido.


P.S. Dite pure quel che vi pare, ma li stimo e gli perdono pure la partecipazione a Sanremo, con una canzone così. Emmannaggiacrishto. Tanto il 90% dei loro fan (vedi anche: ragazzette complessate, alternativ/communist/stocazzo mi stanno sul cazzo). Di chi parlo degli Afterhours, ovvio. E chi capisce qualcosa, si goda il video.



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mercoledì, 25 febbraio 2009


Ennesimo episodio della serie TV Tanto per postare, ovvero questo blog, come la maggior parte delle mie azioni (e in effetti come la totalità delle azioni umane) è totalmente inutile, tranne che per me. In sostanza non c'è nulla da dire, ma mi ero stufato del vecchio post.

Riassumendo queste giornate:
- Mi annoio.
- Dovrei iniziare ad entrare nell'ottica tra-qualche-mese-hai-l'esame-di-Stato...ma MENO DI ZERO.
- Mi annoio.
- Dostoevskij entra a far parte ufficialmente del mio Pantheon.
- Ho sonno. Più dormo più ho sonno. Ai limiti della narcolessia.
- Avere l'autorità di giustificare le proprie assenze, è il sogno di tutti quelli che credono che diventando maggiorenni cambi qualcosa, ma allo stesso tempo è un male: non rimetto piede a scuola da lunedì mattina.
- Mi rompo i coglioni.
- Sono stufo del 99% del pianeta Terra e suoi abitanti umanoidi, circa.
- Il restante 1% è sulla buona strada.
- Gli stimoli più forti che ho restano sempre la fame e il bisogno di andare in bagno.
- Odio le analisi del sangue in arrivo, e odio il fottuto Gamma GT.
- Dimenticavo: mi annoio, anche in questo preciso momento.
 
E lui avrà sempre ragione:


Credi che lo farai presto
Presto forse già domani
Forse troverai il coraggio
Fatto tutto con le tue mani
Che la forza possa tornare forse è meglio rimandare
Venti venticinque anni
Venti ventisette anni
Venti ventinove anni
Che la forza possa tornare forse è meglio rimandare
Ma chi rimane si trova nulla nelle mani
Tranne il ricordo di quello che non c'è già più
E tu che cercavi una fine mai compiuta
Avvolgiti nel vuoto dei tuoi anni senza età
Senza un inizio senza una fine
Succhiando nel vizio di chi rifiuta di soffrire
Restiamo sul vago dove tutto è uguale al nulla
Passi un altro giorno passi pure un altro anno
Basta solamente che le mie distrazioni
Seppur laceranti non lascino mai interruzioni
Cerco la forza per tirarmi fuori
Cerco la fede per non cadere più domani
Cerco un varco tra i miei pensieri chiusi
Cerco un varco tra i miei pensieri chiusi
Ma mai più di sogni ormai non ce n'è più
Ma mai più di voglia ormai non ce n'è più
L'unica speranza è coltivare la costanza
Ma mai più di sogni ormai non ce n'è più
Sono briciole di gioventù
Ultima energia la forza per buttarsi via



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giovedì, 19 febbraio 2009


MOOD: A volte capita che la propria voglia di esprimersi superi di gran lunga le cose da dire, che il se da esternare abbia molte più facce di quella esposta in vetrina dei saldi. Questo capita, si cerca di mentire anche a se stessi, fingendo di avere in mente qualcosa di interessante: ma quando nulla ti interessa come fai ad essere interessante?

Premessa questa enorme pippa mentale, questa sera evidentemente non ho un cazzo da fare e/o il mal di testa causato dal perenne raffreddore mi ha privato di ogni forza di volontà.
E boh, dato che si sono riempio di merda questa pagina. Vi piace la merda? Che merda sia.
Ed in effetti ce n'è fresca fresca di giornata, dato che ieri ho avuto il dispiacere di sentire dalla tv accesa in salotto dai miei quel capolavoro di canzone di Povia al festival di San Remo. Intendo fare polemica? Ma anche no, fare polemica contro qualcosa del genere vuol dire dargli importanza=sopravvalutarlo. Un po come metterla sul piano etico con il cane che ti caga sul tappeto. Però è figo notare come al festival da quando qualcuno si è accorto che si parlava solamente di cose belle e carine sia spuntato il lato dell'impegno sociale e delle questioni scottanti (HAUHAUAHAUH, pardon impossibile non ridere di ciò che ho appena detto).
E questa versione speciale by il solito Elio dice tutto ciò che c'è da dire a riguardo.

Poi che dire? Chi fa da se fa per tre, non ci sono più le mezze stagioni... blablabla, giusto per restare su un registro linguistico e concettuale degno del miglior Povia.
Specialmente il secondo proverbio: infatti in un paio di giorni la temperatura ha deciso di scendere di 15 gradi per portare neve e soprattutto il sopracitato raffreddore del cazzo, preso nonostante anfibi, parka e felpe su felpe. Dioboia. Almeno per due giorni la scuola è stata chiusa, cosa che dato l'animo da strozzino della mens super omnia del nostro liceo non so fino a che punto ci converrà... magari sostituiremo i bidelli per recuperare il tempo perduto. L'ultima volta che ha nevicato ero di umore appena un pochino migliore, già.
Ora vi propongo un gioco: immaginate cosa possa vedere dalla finestra con la neve. Paesaggi idilliaci, bellissimi, bianchi, puri, eccetera... vero?
Ecco a voi signori.


18022009215
P.S. Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
 (Si, Il cielo sopra Berlino è proprio un bel film).

LISTENING: FLUXUS - Le cose che non cambiano mai poi cambiano in un limite minimo di tempo



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domenica, 15 febbraio 2009


Come pensare di essere coerenti ad un principio? Come si può seguire una strada sola?
Non si può, a meno che di essere enormemente limitati... da se stessi.
Soffocare una parte di se stessi per delle banali credenze e convinzioni frutto di altre (o direttamente della propria) limitata, stupida mente umana.
Sacrificare l'interiorità a favore dell'esteriorità è impossibile: alla lunga provi disagio in ogni minima circostanza che ti ricorda di far parte del mondo. Ed è inutile fingere, ostinarsi a continuare, prendere a pugni il muro che si è alzato all'improvviso: tentare di riprodurre, partorendo nient'altro che manierismi, cose che in passato erano invece spontanee e vere.
Questo può valere per ogni cosa, dal modo di porsi, alle azioni e può essere esteso anche nel campo artistico. Del resto quest'ultimo nasce dallo stesso bisogno di esternare parti che non hanno modi diversi di essere esternate: non ci sono modi migliori. Per questo mettersi a tacere è un suicidio bello e buono.
Nulla è davvero disinteressato, e nulla è davvero così logico come appare in modo semplicistico.
Per questi motivi forse tendo ad essere insofferente alle norme di pensiero e comportamento.
Per questi motivi rinnego l'ascetismo necessario a mantenere una sorta di posizione sociale.

Molti nemici molto onoreP.S. E ora ditemi che non ha un che di artistico.


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domenica, 08 febbraio 2009


[Un uomo, visibilmente fuori di se, si guarda allo specchio]

-Cosa succede alla tua testa?
-Non lo so... Ma... Io... Non ci riesco... Non fa per me..
-Cosa?
-Tutto..
-Cosa intendi? Spiegati!
-Mi sembra di partecipare ad uno di quegli spettacoli di Serie B, da attori falliti che tentano, fanno gavetta, provano a sfondare... Ma senza motivazioni per farlo.
-Perchè dici questo?
-Beh, devi attenerti ad una condotta che ti porta determinate probabilità... che già conosci, determinati risultati.. che già conosci, determinati rischi e problemi che già conosci ugualmente... ed una fine, anch'essa determinata.
-E... Allora?
-E questo è tutto? Davvero tutto?
-Suppongo di si..
-Non è terribile?
-Cosa dovrebbe essere terribile?
-Non lo so... Possibile che sia l'unica scelta?  Quante possibilità ci sono di raggiungere ciò che vuoi attenendoti a ciò? Anzi... Addirittura di capirlo... O di volere qualcosa.
-Ma di cosa parli? Ciò che dici è sconclusionato!
-Si che lo è! Sto parlando di qualcosa di decisamente sconclusionato: non c'è più nulla che mi calzi a pennello, e non c'è più nulla dove IO calzi a pennello. Non c'è soluzione perchè non c'è problema, non c'è effetto perchè non c'è causa.
-Cosa vuol dire?
-Basta non ce la faccio più! La tua ragione non mi serve ad un cazzo!

[Prende la sveglia, e la lancia contro lo specchio, fracassandolo]
narciso          



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sabato, 07 febbraio 2009


Io mi chiedo spesso a cosa serva avere delle certezze, e non ho ancora trovato risposta che sia differente da:
<<A stare ancora peggio ed autocommiserarsi, semplice>>.
E questa mia convinzione non può che rafforzarsi davanti ai fatti: ieri mattina come spesso capita mi son ritrovato a sfuggire ai miei doveri di studente. E nel farlo son stato in compagnia di una persona amica, oltre che compagna di classe con la quale siamo stati a cazzeggio tra i decadenti templi romani.
Un giorno dopo questa persona è in rianimazione.
Ce ne vuole a sentirsi qualcuno.
A sentirsi il centro di qualunque cosa.
A sentirsi.
Già, l'unico sollievo è che gli eventi hanno una tale velocità da stordirti ed anestetizzarti.


baconI'm tired, I'm worried, I could sleep for a thousand years.



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mercoledì, 04 febbraio 2009


Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio.

Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.

 

DADA non significa nulla.

 

Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i negri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un arte per i neonati, per latri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.

 

L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perchè non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare.

 

Così nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: Forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.

 

Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.

 

Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, nè definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.

 

La spontaneità dadaista.

 

L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E' felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e imcomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA ; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA ; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA ; abolizione dei profeti: DADA ; abolizione del futuro: DADA ; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA .

 

                                                         Manifesto Dada (-ista?) del 1918, Tristan Tzara

 

P.S. Dato che ci sono/siete... Mi auto-spammo.



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giovedì, 29 gennaio 2009


Solite azioni, solita noia
un anestetico a basso prezzo
che non ti fa nemmeno stare bene
e non trovi modo migliore di scaricarti,
che gli stravolgimenti periodici.
Escluso qualche omicidio,
o meglio ancora qualche crimine contro l'umanità,
per i quali... il gioco non vale la candela.
A volte vorresti essere ancora abbastanza ingenuo
da crederci, in qualcosa.
Ma anche mettendotici d'impegno
al massimo ti fai grandi risate di chi lo fa.
Dopo un po' ti plachi, e ci staresti anche in eterno
qui. In fondo non è così male:
basta avere sufficenti modi per tenere la mente
impegnata/sconnessa.
Basta che la compagnia, le conversazioni,
e qualunque rapporto umano ci sia solo su richiesta.
E guardandoti intorno ti chiedi perchè:
com'è possibile che riescano a rendere pochi
decenni e decenni di vita?

P.S. A volte basta qualcosa come un radicale cambio di capelli a darti la sensazione di respirare aria nuova (Non so perchè, ma mi andava di metterla in verde. Eppoi si intona col template).

123325649852078
P.P.S. Aggiungo anche i risultati di test perditempo.
Personality Disorder Test Results
Paranoid |||||||||||||| 58%
Schizoid |||||||||||||||| 62%
Schizotypal |||||||||||||| 58%
Antisocial |||||||||||||| 58%
Borderline |||||||||||| 46%
Histrionic |||||||||| 38%
Narcissistic |||||||||| 38%
Avoidant |||||||||||| 42%
Dependent |||| 14%
Obsessive-Compulsive |||||| 22%
Take Free Personality Disorder Test
personality tests by similarminds.com



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martedì, 27 gennaio 2009


Generalmente non tocco argomenti politico/sociali/eccetera, per il semplice fatto che non mi toccano più di tanto, e non sento alcun bisogno di sentirmi dire <<Grande hai ragione camerata/compagno/porcodio, yeah!>>... Ma questo giorno della memoria mi ha davvero stufato: l'ennesimo anno a fare la caccia alle streghe a chi osa affermare qualcosa che suoni vagamente ostile alla Qultura del popolo ebraico, e robe simili. L'ennesimo anno in cui ti senti dire in TV dal tuo esploratore anale di fiducia che <<Bisogna difendersi dal revisionismo>>, mentre finito il servizio si diletta in saluti romani, volendo. Eccetera. Eccetera. Non che abbracci l'ennesima teoria strumentale ai bisogni politici di qualcuno, intendiamoci... Ma per natura tendo a diffidare di chi sposta l'argomentazione sul <<Antisemita!!>>, che sa un po' di richiamo per il popolino quando veniva additato un eretico. Nemmeno voglio iniziare ad almanaccare su prove, contro-prove, contro-contro-prove, eccetera... Tanto, ad essere ottimisti, deve passare almeno qualche secolo e crollare qualche civiltà, prima di sapere con certezza cosa accadde. Tantomeno esaltare chicchessia valore civico, morale, umano, e quel che vi pare: purtroppo ci metteremo un po' ad estinguerci, e fino ad allora saremo convinti di poter vomitare verità indiscutibili.
Il punto è che se il popolo in questione fosse stato meno ricco, o se fosse stato qualunque altro popolo... non so, come gli Indiani d'America, a NESSUNO sarebbe poi sbattuto di commemorarli in un cazzo di giorno, figuriamoci poi di dargli un terreno di proprietà altrui.
E a queste condizioni mi viene difficile la politically correct, democratica, buonista lacrimuccia di commozione da filmato scabroso per le povere vittime, girato dai liberatori... per di più.
Scandalizzatevi pure quanto volete ora.


gaza_swimming_pool-by-latuff


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venerdì, 23 gennaio 2009


Quando la mente è libera, inavvertitamente, violentissimi attacchi d’ansia:  come se fosse all’improvviso conscio della sua finitezza e fragilità. Tutto assume forme minacciose, come quelle della confortante cameretta di un bambino quando va via la luce.

Senso di inadeguatezza, di perenne sconfitta. Nemmeno più parole che parlino per lui.

La realtà tende a sfumare, in un mare confuso, che a volte assume forme mai viste, spaventose.
Mostri  di ieri, di oggi, di domani, di sempre e di mai che si mischiano e appaiono come realtà ai suoi occhi ed alla sua mente, ormai completamente slegati  dall’esterno.

Nel  confronto con gli altri appare come un alieno, a volte mette persino paura, con il suo modo di porsi… DISUMANO.

Sadismo, crudeltà, disprezzo. L’unica relazione con gli altri che lo appaga, ma allo stesso tempo lo rende conscio di essere malsano, è questa…  e il circolo vizioso ricomincia.

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P.S. Questa è la frase che mi ha colpito, tratta da una pagina di Wikipedia, quella sulla Deprivazione Sensoriale. Onde evitare blablabla di persone che si lasciano disturbare facilmente: non c'è alcuna attinenza con me e la mia esistenza.

L'esposizione prolungata all'assenza di stimoli può produrre forte ansia, allucinazioni, pensieri bizzarri, depressione e comportamenti antisociali.




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venerdì, 16 gennaio 2009


Eraclito diceva che un uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume, perchè nè l'uomo nè le acque saranno gli stessi. E questo puoi percepirlo nell'aria, quasi respirarlo.
Basta pensare ai luoghi "familiari" del tuo passato, a ciò che ti comunicavano, a ciò che ti comunicano ora. Quelli che ti strappavano un sorriso per qualche ricordo ad esso associato ora ti rigano il volto di lacrime perchè ne sono rimasti solo detriti che ti sommergono piano piano: e ti sembra sempre di non aver assaporato abbastanza, di non aver dato abbastanza, di non essere stato all'altezza delle tue aspettative... ma è solo nostalgia. Altri, al contrario, son stati "esorcizzati" dal ricordo negativo ed ora ripensi ai vecchi demoni con un sorriso.
Capita di sentirsi oppressi a volte da questi luoghi, come le pareti dei film che si stringono fino a schiacciarti, e sogni un posto astratto che non abbia legami con la memoria, altre volte invece, hai un bisogno viscerale di ciò che ti è familiare, nel bene e nel male. Ed in certi momenti basta un piccolo avvenimento a ricordarti che nulla potrà più essere come prima, e che persino i vestiti che hai sempre indossato non sono più gli stessi... e nessuna bussola ti aiuterà.

P.S. Addio Rex, meritavi più rispetto di molti esseri umani che conoscevo. Ci sono cresciuto con te.


15012009191                                                                    from museo Barbella, Chieti



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mercoledì, 14 gennaio 2009


Nulla ti da più senso di impotenza e ti rende più cosciente degli insopportabili limiti che svolgere una serie di azioni regolari e noiose.
E l'invito all'equilibrio, alla fratellanza ed altrebellecosedelgenere ti sanno tanto di presa per il culo: per lo meno il caos è equo e vitale.
Non per dire, eh... Ma chi è così masochista da aver inventato l'orologio?
Ha sulla coscienza miliardi di schizofrenici.

dali



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lunedì, 12 gennaio 2009


Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai


milano96fo1
GRAZIE
per queste e 1000 altre poesie.

P.S. Lo so che avrei dovuto pubblicarlo ieri, ma raccontatelo al mio pc, di cui vi narrerò le imprese poi, per non insudiciare questo post.



CervelloInibito ha eiaculato alle 22:54
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giovedì, 08 gennaio 2009


MOOD:
Qualcuno pensa che mi senta il centro del mio mondo: a volte vorrei, a dirla tutta.
Ma proprio non lo vedo nemmeno un centro, vedo una massa diversa ma allo stesso tempo omogenea che gira, gira, gira, gira.
La Terra gira ed hai la nausea direbbe Bugo.
E noi siamo qui. Perchè? Come? Cosa? Quando? Dove? eccetera eccetera. Qui.
Il resto è un nostro parto, sono nostri ipotetici figli generati per darci un tono ed un senso. Ma ora come ora non me ne frega proprio nulla. Ora come ora mi basta che passi il tempo, appagando tutto ciò di cui la mia mente malsana decide di aver bisogno.
E la bottiglia mezza piena o mezza vuota mi sta solo aspettando.

Mbhè, cheddire?
Pausa didattica. Corsi di recupero, a cui st'anno son scampato. Ok, non è vero.
Dovrei fare inglese secondo la valutazione del cetaceo che a tempo perso viene a renderci partecipi della sua Qultura immenZa: ora sappiamo che per gli inglesi (quali? quelli di Atlantide forse) illumismo si dice illuminism ed altre perle del genere.
Tuttavia non provare stima per lei ed essere consapevole che è idiota non è un motivo sufficiente per salire di pomeriggio a scuola per fare un inutile corso in 3 persone, ergo: mi presenterò solo la mattina della prova.
Per qualche imprecisato motivo riguardante la capienza della scuola sabato mattina ci ritroveremo a fare un "giro turistico" della città di Pescara, nella quale esco quasi più spesso che per la mia città.
Per il resto, porcoddio è il caso di dirlo, il 2009 è iniziato all'insegna delle morti:
Mario Magnotta, il fiero rappresentante di tutti i bestemmiatori provetti abruzzesi;
e Ron Asheton chitarra degli Stooges. Per fortuna che Iggy è immortale.
Mi darò ad una settimana di lutto, quando sarà la sua ora.
Aggiungo che morirei molto giovane se Capodanno ci fosse più di una volta l'anno :D


E tiè, beccatevi sta geniata.



CervelloInibito ha eiaculato alle 23:48
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domenica, 04 gennaio 2009


Quando la mente comincia a degenerare non ci vuole altro che una "ripulita" a base di sconvolgimento psichico.

Illusioni, delusioni, disillusioni, sogni che ti avvelenano, idee che ti mostrano ciò che vorresti, ciò che non sarà mai, ciò che non avrai mai. I compromessi ti fanno schifo, ma anche gli idealismi, i propri ed altrui limiti: un cancro inestinguibile, che ci porta ad un lento spegnimento.
Il grigio e passivo viavai robotico nelle strade, negli edifici è il nostro personale Zyclon B, la sabbia mobile nella quale ognuno di noi sprofonda. E tutto ciò che esce da questo disegno per invidia forse, è visto male, è addirittura additato come causa della propria rovina.
In mezzo a tutto ciò l'importanza che attribuisco alle cose è inversamente proporzionale a quella comunemente accettata in quel groviglio di braccia schiaffeggianti chiamato, molto ironicamente civiltà.

Che siano proprio la coscienza dei nostri bisogni e sensazioni a renderci la specie più distruttiva ed autodistruttiva che l'evoluzione abbia generato su questo pianeta?
Sapere che siamo un errore di programmazione sarebbe estremamente confortevole: appunto per questo, probabilmente, non avverrà mai.


05082008074                                            (Found somewhere in Termoli: geniale)

P.S.
Fisse di questi giorni.    (Se vi è piaciuta li potete scaricare qui. SuppoVt de local siin, iea).




KEET'EM MURT Lacrime Nere





CervelloInibito ha eiaculato alle 19:54
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venerdì, 02 gennaio 2009


Di ritorno dalle montagne: distruzione totale. Il Capodanno più degenerato dei miei 18 anni di vita. Quattro giorni di delirio continuo a Campo Di Giove: l'ultimo giorno in  condizioni psico-fisiche normali è il 30 dicembre. Andare a dormire alle 8:30 e dormire circa 8 ore complessive in 3 notti è deleterio, sommato a tutto ciò che si è ingerito: tant'è vero che l'ultima notte ho avuto la febbre.

Per me è stato una sorta di microcosmo a se stante: luoghi, azioni, persone conosciute, stati di alterazione psichica, freddo.

Il passaggio da 2008 a 2009 è avvenuto in maniera del tutto simbolica:
ultimi minuti del 2008, sboccavo dal balcone... chiusura degna di quell'infame anno.
2009.. mi riprendo completamente, conosco nuova gente, mi sento bene.

Special tencs tu: tutti i presenti, la pipa, il vino, la birra, le bonghe, il Borghetti, PES, etc...

Non c'è nulla di meglio per scansare la merda di ogni giorno: so già mi mancherà.

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CervelloInibito ha eiaculato alle 16:38
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lunedì, 29 dicembre 2008


Un altro anno che se ne va...
ed a tutti mette gioia. Dopotutto l'idea di andarsene lentamente affascina o cosa?
Un altro anno che se ne va...
ed in questo ho raggiunto i picchi più alti e i più profondi abissi dei miei primi 18 anni di vita.
Un altro anno che se ne va...
 ed a volte basta essere pazienti con se stessi: non serve nemmeno sporcarsi le mani alle volte.
Un altro anno che se ne va...
e non cambierà nulla, o per lo meno non quel ognuno si augura ingenuamente.
Un altro anno che se ne va...
e lo guarderò finire in stato presumibilmente comatoso in una casa tra le montagne.


Ossì, da domani sarò Campo Di Giove, con amici: addio cellule epatiche, addio neuroni.
Non c'è posto per la malinconia.

SPECIAL THANKS TO

 
logo-eurospin    per i 200 € di spesa con i quali ci siamo portati via un intero negozio.

Beh, saluti.
A quando avremo un anno di più (o in meno, dipende dai punti di vista) sul calendario.

Buon divertimento a chi ne è capace.

P.S. ORA chi va avanti e chi annega qui?



CervelloInibito ha eiaculato alle 19:03
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venerdì, 26 dicembre 2008


Gesù è
nato per
lo stesso
motivo per il quale
siamo nati noialtri:
NESSUNA RAGIONE
ed è
morto
solo
per i
SUOI
ERRORI.


Bon, specificato ciò..
Considerazioni post-natalizie: famiglia, cibo/dolciumi e soldi son apprezzati; SEMPRE.
Un po' meno stare fuori casa dalle 11 di mattina alle 7 visitando qualunque legame di parentela.
Una sorta di estenuante tunnel degli orrori: raramente per la parentela in se stessa, ma per il girare, mangiare, stravaccarsi, avere sempre più sonno, sempre più caffè, sempre più cibo, sempre più pesantezza, e continua la spirale. Schizofrenia is a uei ov laif.

P.S.
Comunicazioni di servizio:
  1. Si avvisa la gentile clientela che dal momento che è scoccata la mezzanotte si dichiara decaduto il SIAMO TUTTI PIù BUONI.
  2. L'imene della Vergine Maria come decretò il concilio di Nicea, restò intatto anche dopo il parto di Cristo-Houdini, famoso per altri giochini come quello di Lazzaro o dei pani e dei pesci.
  3. Potete divertirvi così.
displayimage.phpGran bel film, nonchè simbolo del mio spirito natalizio.
Volemosebbene.






CervelloInibito ha eiaculato alle 00:16
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martedì, 23 dicembre 2008


Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura.
O così sembra, la nebbia è fittissima.
E non ricordo nemmeno se avevo una meta.
O se la stessi cercando.
L'unica cosa certa è che la mia dannata fretta, rischia di ossessionarmi.
Forse è che ho una concezione dell'esistenza simile a quella dell'universo: espansione continua.
Però vedo le stesse 3 possibilità, legate al livello critico di densità:
  1. Livello inferiore al critico e ciò porterà ad un lento spegnimento?
  2. Pari al livello critico, ovvero tendenza, ma mai raggiungimento dell'azzeramento?
  3. Livello superiore al critico, c'est à dire Big Crunch, o collasso su se stessi?
C'è bisogno di ordine, nella mia testa.
Il problema è che non trovo risposta.
Dannato circolo vizioso.

P.S. Non che ritenga di dovere spiegazioni a qualcuno su tutto ciò che scrivo qui.
Però un paio di considerazioni vorrei farle:
in questo momento l'unica fascia di emozioni che spinge affinchè le esterni, è quella universalmente ritenuta negativa/confusa. Va da se che ci sono tante altre cose che custodisco gelosamente in me.
E paradossalmente, ora come ora, son le cose più felici. Quindi se dico vaffanculo a tutti, non è una visione universale ed unificante del creato, ma un mio sfogo che dura un istante o poco più.
Ah si: FINALMENTE, IN VACANZA.


Nebbia2



CervelloInibito ha eiaculato alle 22:45
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domenica, 21 dicembre 2008


In qualunque discussione con qualcuno che usa come trincea il muro generazionale l'esito è scontato:
<<La verità è che siete una generazione che critica solamente>>
<<Guarda, per quanto riguarda gli altri non so, però attenta a non fargli perdere il Grande Fratello. Per quel che mi riguarda tra il criticare, e discutere dei pregi e dei difetti di qualcosa, ci passa un fiume, se non un oceano. Del resto è facile risolvere una discussione chiamandola critica nella sua accezione più negativa, e così sottraendosi all'ennesimo confronto con la realtà e tornare nelle proprie illusioni. Che poi c'è un buon 97% di teste di cazzo non è di certo la scoperta del 21esimo secolo. Ma il problema è proprio questo, non parliamo di nulla: andiamo avanti, ripetendo le stesse frasi e formalità, di giorno in giorno, scansando il vuoto cosmico che permea le nostre futili azioni. Ci arrendiamo ad essere uomini, e inorridiamo davanti alla possibilità di automigliorarci>>.

Un piccolo esempio del perchè ho nausea cronica.

anti-human


CervelloInibito ha eiaculato alle 23:29
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giovedì, 18 dicembre 2008


È da dire che se non lo sentissi in giro nemmeno mi ricorderei che siamo in prossimità del Natale, di cui non me ne frega un bel niente, per giunta. L'unico risvolto positivo è che nessuno cercherà di interrogarmi, o altre cose carine come svegliarsi alle 6:45. Quest'anno non mi da nemmeno quel solito risvolto positivo, oltre la possibilità di celebrare il culto dell'autodistruzione nei 5 giorni in montagna.
Oggi simulazione di una stupida terza prova, che ho affrontato senza preparazione, e senza nessuna voglia, consegnandola dopo metà dei 100 minuti a disposizione.
Per il resto, boh, altaleno tra quell'inguaribile fame di vita ed insofferenza, a livelli quasi preoccupanti: immagino sia il mio istinto di sopravvivenza, per non essere risucchiato tra le grigie sabbie mobili della quotidianità: mi auguro solo di non esserne stremato, sballottato fino alla nausea tra passato, presente e futuro (?).
Ho avuto oltretutto l'onore di partecipare allo scempio elettorale per la prima volta, e vedere eletto il signor Chiodi, inizialmente escluso, che ha promesso colloqui in cambio di voti, e nonostante ciò vincitore.. Grazie è del partito del Piduist.. ops del PIDDIELLE. Ma tutto sommato me ne frego anche di ciò. Al punto che quando mi hanno chiesto se ero emozionato, ho risposto sbadigliando.
Sono a metà tra il benedire e il maledire Leopardi: entrambe le cose perchè il suo pessimismo cosmico mi appartiene, troppo.
Chtulhu, se ci sei batti un colpo:
<<Il culto non sarebbe scomparso finché gli astri non avessero occupato la giusta posizione, dopodiché i criptosacerdoti avrebbero sottratto il grande Cthulhu alla tomba ed Egli avrebbe risvegliato i Suoi sudditi e ripreso il dominio della terra. Sarebbe stato facile riconoscere quel tempo poiché per allora l’umanità si sarebbe comportata come i Grandi Antichi: libera e senza freni, al di là del bene o del male, con leggi e morali gettate da parte, avrebbe passato il suo tempo a bestemmiare, uccidere e ad abbandonarsi al piacere>>.
                                                                    Howard Phillips Lovecraft

P.S. Devo la vita a tutto ciò che alimenta e preserva la mia fantasia. Se morisse, morirei con lei.


CB_variante_morte_cover


CervelloInibito ha eiaculato alle 21:23
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venerdì, 12 dicembre 2008


Breaking News (tanto perchè mi va, anche se non vi frega):
  • Fine del quadrimestre, il penultimo della mia vita si spera. I voti son inversamente proporzionali all'impegno. E devo ancora capire se mi mancherà o no.
  • Nella settimana di capodanno morirò in montagna. O per lo meno raggiungero uno stato psicofisico di Nirvana, o comunque da quelle parti.
  • Il viaggio distruzione (senza apostrofo, iea) parrà essere una settimana tra Budapest, Cracowia, Auschwitz ed altri posti. La gente della mia classe angosciata da Auschwitz.
    Io: <<Ho una comunicazione per voi: Auschwitz ha chiuso (anche se dato il vostro atteggiamento mi rincresce che non abbiano posti liberi), quindi potete entrare tranquillamente, eh>>.
  • Le Particelle Elementari di Michel Houellebecq è un gran bel libro.


Impariamo ad apprezzare a pieno quei momenti intensi, che chiamo vita, solamente quando realizziamo che sono un'infima percentuale nell'arco della nostra esistenza. Il resto è apnea, lotta per riaffiorare sul livello di superficie, contro il progressivo ed in arrestabile disfacimento, contro gli effetti purulenti di ciò che vediamo, respiriamo, sentiamo, tocchiamo ed ingoiamo. Di qualunque colore tu la veda, che sia rosso sangue, nero disilluso, rosa volemosebene.. l'esito è lo stesso, ed arriva inesorabile. Nonostante questa consapevolezza, tutti cerchiamo di accantonarlo: che sia voler cambiare qualcosa (non essendo nemmeno in grado di cambiar prima noi stessi), che sia cullarsi nelle manone di un eterno tuttofare, la realtà senza un tocco di colore ci appare troppo spaventosa. Ma ormai abbiamo ci sono state rivelate troppe cose, che hanno mostrato che ciò di cui siamo stati a lungo convinti è un ammasso di macerie, con le quali i più tentano ancora di ripararsi. Se ti guardi intorno senza edulcorare le proprie visioni ti trovi davanti: sciacalli che spacciano morte, che vendono agli altri cose già di loro proprietà, che promettono da magnanimi cose che dovrebbero essere dovute a priori, persone che fanno mangiare ad altre i propri figli fatti a pezzi cotti a puntino come nella tragedia del Tieste, omicidi ed atti eroici distinti solo dal giudizio di qualcuno che si è preso da solo l'autorità di decidere. Di fronte a tutto questo non c'è nulla di più sano dell'odio, del cattivo gusto, del macabro, dell'irrazionale, dell'irreale. Quando persino l'amore fallisce, l'uomo è finito. Davvero. L'uomo dev'essere superato: Nietzsche aveva tremendamente ragione.


13197486PREMERE IL TASTO ON PER AZIONARE.



CervelloInibito ha eiaculato alle 21:28
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